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Tutto quello che vuoi sapere su New York City!

Sei un semplice turista? Oppure vuoi trasferirti nella City? Questo è il posto giusto per te! Scopri giorno per giorno la grande mela, attraverso questo spazio gestito a quattro mani da Thomas e Marina.

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lunedì 1 settembre 2014

Guidare a New York (da veri New Yorkers)

Guidare a New York non è facile, occorre tanta attenzione (più per gli altri che per sè) ed una grande pazienza.
La maggior parte delle strade è intasata da taxi e camion che scaricano merce per i milioni di negozi della City, ma nelle Highway e nelle Expressway la guida non è delle più semplici.
In queste enormi strade a 4 e più corsie sembra che il codice stradale sia ormai un'utopia: le auto sfrecciano ovunque (sia a destra che a sinistra) e non aspettatevi frecce di segnalazione da parte di chi desidera svoltare improvvisamente.
Quindi, più che in ogni altra città del mondo, New York esige attenzione, e molta.

Proprio per la scarsa educazione stradale che regna, nella Grande Mela è molto raro trovare rotatorie o incroci che siano sprovvisti di semaforo e, laddove il semaforo non sia funzionante, un ausiliare del traffico è sempre presente (a sbraitare per cercare di dare "un senso" al caos del traffico quotidiano).

Detto questo, passiamo agli aspetti burocratici.
Se è vero che guidare un automobile con cambio automatico sembra essere un gioco da ragazzi, è anche vero che non dobbiamo dimenticarci che la nostra esperienza stradale italiana ci porta ad utilizzare altrettanto automaticamente il piede sinistro per la frizione.
Ecco: per guidare un auto americana, dimentichiamoci assolutamente del piede sinistro se non vogliamo fare frenate brusche ogni due secondi.

Per quanto riguarda la patente, qui vige un vortice di ignoranza e dubbi di carattere legislativo. Sebbene, per chi sia in possesso di patente italiana, sia possibile ottenere una patente internazionale prima di partire, per chi ha intenzione di soggiornare a New York per più di tre mesi è raccomandato fare la patente americana.
Ebbene no, che tu abbia o non abbia una patente, sei nella stessa condizione di un ragazzo di 16 anni che desidera ottenere una patente per la prima volta.

Non c'è tuttavia da spaventarsi: personalmente ho trovato l'esame clamorosamente semplice.
Come in Italia, per ottenere la patente americana occorre superare due esami, uno teorico ed uno pratico. L'organo che si occupa di questo è la DMV.
Prima di recarsi ad uno degli uffici della DMV, si consiglia di riempire il modulo MV-44 (scaricabile qui) e di accertarsi di avere i seguenti requisiti/documenti per poter fare la richiesta all'esame:

- Documento identificativo: il passaporto va bene, purchè sia indicato il tipo di visto utilizzato per la permanenza negli Stati Uniti.
- Social security card: equivalente del nostro codice fisale italiano, che viene rilasciato a coloro che hanno un visto per poter soggiornare almeno per più di tre mesi negli Stati Uniti.
- Driver Education Certificate (form MV-285): in questo caso, dovremo seguire una lezione di 5 ore sull'educazione stradale (che non serve assolutamente a niente... in sostanza, spiega per quale motivo l'alcol non aiuta a guidare con coscienza). In realtà, moltissime scuole guida, aggiungendo un piccolo costo aggiuntivo, possono farti evitare di seguire questo corso decisamente noioso ed inutile. Ad ogni modo, per questo certificato occorrono circa 40.00 $ da considerare nel conto totale della spesa.
- Esame della vista (negli uffici DMV hanno il tabellone con le lettere, quindi sarà possibile fare l'esame direttamente in fase di presentazione).

A questo punto potrete iniziare a prepararvi per l'esame teorico scritto. Vi sembrerà illogico, ma se farete per un paio di volte tutti i quiz online presenti sul sito della DMV, avete praticamente accesso a tutte le domande che sono presenti nel test reale.

Una volta superato il test, occorrerà pagare per ricevere il Learner Permit e per poter così iscriversi all'esame di pratica finale. Il contributo da versare è di circa 80.00 $.
Quindi, al momento del versamento, vi verrà rilasciato un foglio temporaneo di guida che potrete sostituire con il Learner Permit che vi verrà recapitato a casa dopo qualche giorno (tessera magnetica che può essere equiparata al nostro foglio rosa).

Adesso è giunto il momento dell'esame pratico.
Sappiate che, se non avete con voi un guidatore che abbia la patente americana da più di 10 anni, dovrete avvalervi di una scuola guida.
Al tempo purtroppo non avevo nessuno che avesse la possibilità di accompagnarmi all'esame di pratica e mi sono rivolto ad una scuola guida, al fine di accompagnarmi all'esame con la sua auto. Regalandomi anche una prova gratuita, il costo da considerare dovrebbe essere di circa 70.00 $.

Per quanto riguarda l'esame, nessun allarme: una volta che fai vedere che rispetti gli stop, inserisci le frecce e riesci a parcheggiare in spazi quattro volte piu grandi della tua auto, la patente americana è assicurata.
Ad ogni modo, personalmente consiglio di prendere una lezione di pratica perchè è sempre bene rinfrescare la memoria di un argomento che può essere ormai datato (nel mio caso erano passati 11 anni dall'esame sostenuto in Italia), in quanto sappiamo benissimo che le nostre guide quotidiane sono ricche di vizi.

Personalmente, con meno di 200.00 $ ed in sole due settimane, ho ottenuto la patente americana.

Buona guida a tutti!



lunedì 4 agosto 2014

Vivere a New York: piccoli e grandi cambiamenti

Trasferirsi in una grande metropoli come New York può essere semplice o difficilissimo: dipende tutto da voi, dal vostro carattere e... dal vostro karma.
Se a me avessero detto che ad un certo punto della mia vita avrei abitato nella City, non ci avrei mai creduto. Eppure eccomi qui: a scrivere su un Mac davanti ad una finestra, proprio come Carrie Bradshaw.

Per mio marito Thomas, che per natura è un tipo avventuroso (o, come direbbe mia madre, un globe trotter), il trasferimento nella grande mela non è stato affatto un problema. Anzi, è stata una sfida e quasi una necessità.
Personalmente invece, tanto per ribadire il vecchio concetto dell'attrazione dei poli opposti, è stata un'esperienza traumatica. Una vera e propria tragedia. Almeno per la prima settimana.
Desideravo fortemente fare questa esperienza (formativa, professionale, spirituale, mistica e tutto quello che vi pare) all'estero, ma nel contempo non sentivo tutta questa urgenza di cambiamenti. Ho fatto quindi molta fatica a distaccarmi da tutte quelle vecchie e rassicuranti abitudini che avevo prima, nel mio piccolo paese toscano.

Appena arrivata qui ho incontrato la prima difficoltà: la lingua. Non tanto a parlarla, quanto ad ascoltarla e comprenderla.
Conosco l'inglese benissimo. Almeno, credevo di saperlo benissimo in Italia. L'ho sempre usato, all'università e per lavoro, anche in pubblico. Ma qui, ovviamente, l'accento americano è totalmente diverso. E quando parlano veloce (cioè, normalmente), a volte può capitare di fare fatica a seguire il filo del discorso.
Ma non abbiate paura, ci si fa l'abitudine. Per parlare poi, basta ripetere "oh, cool!", una volta ogni trenta secondi circa.

Appena scesi dall'aereo, la prima cosa da fare (oltre a cercarvi un'abitazione) è la MetroCard. E subito dopo imparare a memoria la cartina della metropolitana, che vi servirà per ogni vostro spostamento. La città è ottimamente servita ad ogni ora del giorno e della notte, fin anche nelle zone più periferiche. Se poi volete spostarvi oltre i 5 boroughs, per andare per esempio a Long Island o nel New Jersey, ci sono efficienti servizi ferroviari.

Di solito viene sconsigliato di spostarsi con la macchina, ma io posso dirvi che in realtà (a parte ovviamente Manhattan nelle ore di punta) non ho incontrato grandissime difficoltà alla guida.
Il traffico c'è ed è parecchio, ma anche in questo caso è solo questione di abitudine, con l'aggiunta di un tocco di prudenza.
Fate particolare attenzione ai semafori: solitamente sono posti in alto in mezzo all'incrocio, o addirittura alla fine dell'incrocio stesso. 
Familiarizzerete presto con il cambio automatico. A me personalmente non sembra nemmeno di guidare. Ma che ci volete fare, qui piace così. E anche a questo, volenti o nolenti, ci si abitua. Io mi ci sono abituata dopo aver inchiodato per sbaglio una ventina di volte, credendo di premere la frizione.
L'unica cosa noiosa può essere la ricerca del parcheggio, ma, del resto, in quale Paese non lo è? Fate particolare attenzione ai cartelli posti sul marciapiede e soprattutto alla presenza degli idranti: l'auto deve essere parcheggiata ad almeno 5 metri di distanza.
Vi ricordo inoltre che se siete dei semplici turisti potete tranquillamente guidare con la vostra patente europea, mentre se volete trasferirvi qui in modo stabile (con un visto), dovrete sostenere l'esame per la patente americana. Ma tranquilli: non è un procedimento così lungo e costoso come quello italiano.

Passiamo al cibo. 
Non so se sia per il fatto che qui a New York vivono molti italiani, ma comunque ho notato, per mia fortuna, che nei supermercati è possibile trovare una vasta scelta di alimenti di casa nostra: l'acqua San Pellegrino, l'olio Bertolli, il Parmigiano, salumi toscani, ecc.
Però è anche vero che, purtroppo, il newyorkese medio non ama perdere il suo prezioso tempo cucinando, nè a pranzo nè a cena. Quindi finisce quasi sempre con l'ordinare qualcosa di già pronto come una pizza da Domino's, qualcosa al take-away cinese sotto casa o il solito panino da fast food.
Un'altra cosa che mi ha sorpresa molto i primi giorni, è l'abitudine di portarsi a casa gli avanzi del ristorante. Cosa che in Italia, con il mio stile di vita, non avrei mai fatto, pena il venire tacciata di essere una poveraccia dal vicino di tavolo snob e spocchioso.

Un ultimo appunto: non viaggiate con molti contanti (anche perchè le banconote da un dollaro sono tanto inutili quanto ingombranti). Qui la carta di credito è uno stile di vita. Si usa per tutto: dal parcheggio della macchina al caffè.

sabato 26 luglio 2014

Cercare casa a New York: impresa impossibile?

Nella grande mela, non è così semplice trovare l'abitazione dei nostri sogni ad un prezzo economico. Personalmente, quando sono atterrato a New York ho impiegato dieci giorni a trovare un appartamento "ragionevole" ad un prezzo "ragionevole". Spesso quando si ha fretta di trovare un posto in cui vivere, come nel mio caso, occorre scendere a compromessi ed accontentarsi di ciò che si trova nell'immediato. Il primo consiglio che mi sento di dare è quello di prendersi un po' di tempo per studiarsi il "mercato" degli affitti sulla base del borough in cui vogliamo vivere e guardare più appartamenti possibili per farsi un'idea.

Io ho optato sul prezzo all inclusive: affitto + utilities (riscaldamento, acqua, gas, elettricità). Tutto questo, però, a discapito dell'arredamento... Purtroppo non è così difficile incappare nell'affare sbagliato a New York. Dal mio canto, al tempo potevo accontentarmi di vivere in uno studio non ammobiliato. Mi sono quindi accontentato di arredarlo con lo stretto necessario, onde evitare grandi spese.

Il numero di appartamenti in affitto cresce sempre di più ed l'offerta è in continuo aumento, come purtroppo è in continuo aumento il prezzo del canone di locazione. I progressivi aumenti di affitto in questi ultimi anni hanno riguardato soprattutto mono e bilocali, ma l'incremento è progressivo per tutti i tipi di abitazioni, in tutti e 5 i borough (Manhattan e Brookyn tra tutti).

Primavera ed estate sono i mesi meno indicati per firmare un lease (contratto) per l'affitto di un appartamento.

Solitamente, per chi è deciso a vivere un'esperienza di medio lungo termine, i contratti di affitto prevedono un vincolo minimo di 1 anno, ma le clausole possono variare: libera rescissione del contratto (rarissimo), rescissione con clausola (solitamente coicidente con la perdita del deposito cauzionale), vincolo senza possibilità di rescissione, etc.

Il proprietario chiede solitamente 1 o 2 mesi di deposito oltre al primo mese di affitto: questo deposito viene restituito al termine del contratto nel caso in cui l'abitazione sia mantenuta nello stesso stato in cui è stata ceduta all'affittuario. Nella maggior parte dei casi, viene chiesta una credit history (nel caso in cui vi siate trasferiti da poco, questo non è assolutamente possibile dato che la credit history  direttamente collegata alla vostra "storia" bancaria) oppure una lettera di garanzia (a voi concessa da parenti, azienda, etc).

Altro punto da considerare: quasi tutti gli appartamenti che troverete avranno una broker fee, ovvero una commissione da pagare all'agenzia immobiliare (solitamente il 10% del canone annuale, ma spesso trattabile). I proprietari degli appartamenti, infatti, preferiscono affidarsi ad agenzie immobiliari per trovare il miglior affittuario possibile (solvibile ed affidabile).

La soluzione migliore per trovare un appartamento è quello di cercare sul campo, tuttavia esistono moltissimi siti dove poter farsi un'idea ed effettuare ricerche (ed eventualmente concretizzare la trattativa quando si è fisicamente) a New York.
Di seguito ne indichiamo alcuni:
- www.craigslist.org (non solo affitti, ma anche compravendita e ricerca per hobby)
- www.new-york-apartment.com
- www.apartments.com
- www.streeteasy.com/rentals

domenica 20 luglio 2014

An italian girl in New York: la prima volta



La prima volta a New York, come il primo bacio, non si scorda mai. Forse perchè partiamo pieni di aspettative, forse perchè ci immaginiamo già a comparsare sul set del prossimo film di Spielberg, fatto sta che quel giorno diventa una data da inserire negli "eventi importanti" del nostro diario su Facebook.
Io quel giorno di dicembre all'aeroporto di Milano ero tutt'un fremito. Ma forse, ora che ci penso bene, era più per la paura di volare per nove ore filate, che per la voglia di vedere la grande mela.

Thomas si è era già stabilito lì da circa due mesi. Non che si fosse ancora pienamente ambientato, ma di sicuro aveva già appreso e fatto proprie molte abitudine americane tipiche, come quella del caffè o delle ciambelle di Dunkin' Donuts.

Parafrasando la canzone di Sting, io in confronto ero una piccola ragazza italiana nella big city, entusiasta delle nuove meraviglie che si mostravano davanti ai miei occhi, ma ancora molto legata ai miei  capricci rossi, bianchi e verdi: l'acqua minerale e il parmigiano, ad esempio.
Girammo in lungo e in largo tutto il BJ's per trovare l'acqua San Pellegrino (che a NYC, sappiatelo, tutti vanno avanti a bevande di Starbucks, l'acqua non è la prima fonte di sussistenza come negli altri Paesi del mondo) e il parmigiano grattugiato da mettere sui miei spaghetti al pomodoro. Ma, mi duole dirlo, il gusto non era nemmeno lontanamente paragonabile a quello di casa nostra.
Ovviamente in quelle tre settimane visitammo tutte le mete di rito, quelle del perfetto turista, per intendersi: MoMa, Statua della Libertà, Metropolitan, Empire State Building, etc.

E' vero, salire le scale della metro a Union Square e ritrovarsi catapultati come per magia in un universo fatto unicamente di grattacieli è un'esperienza che non capita tutti i giorni. Ma, non mi stancherò mai di dirlo, New York non è solo Manhattan.
E per fortuna il fatto che Thomas abitasse in quel quartiere poco conosciuto (dai turisti) che è il Queens, mi ha aiutata molto a conoscere altri aspetti della realtà newyorkese.
La cosa che in assoluto mi affascinava di più era scoprire la vita di tutti i giorni; quella fatta di piccole cose, come scambiare i quarti di dollaro per fare la lavatrice sotto casa, prendere le medicine direttamente al supermercato (il che, per un'ipocondriaca come me, è il top), dover capire quanto segna il termometro facendo le opportune equivalenze.

Da tutto questo, cosa ho capito? Che gli Americani sono grandi, ma a volte basta poco per sorprenderli.
Vi faccio un esempio. Quando per Natale andammo a mangiare a casa di mia zia a Long Island (che poi io la chiamo zia, ma in realtà suo nonno era il fratello di mio nonno, quindi ad oggi non ho ancora ben capito che rapporto di parentela ci leghi), tutta la sua famiglia rimase incredibilmente affascinata dal Pandoro che portai loro in dono. Manco fosse la scoperta della penicillina.

In conclusione, quando mi chiedono come è New York, posso solo rispondere che non è tutto oro quello che luccica. C'è Tiffany e la Quinta Strada, ci sono gli aperitivi fighi sui rooftops, ma ci sono anche tutti quei piccoli negozietti ammassati l'uno accanto all'altro dei quartieri popolari, in cui spesso ho ancora paura di entrare, che forse costituiscono l'anima più vera ed autentica della city più cosmopolita del mondo.

Sport a New York: il calcio

I Mondiali di Calcio sono terminati da poco più di una settimana, ma in America questo sport ha avuto un successo incredibile in questi ultimi anni.
Saranno gli ingenti investimenti apportati dai vari magnati per importare grandi calciatori europei sul tramonto della propria carriera ad accendere gli animi degli sportivi a stelle e strisce, sarà la grande prova che la nazionale ha sfoderato ai Mondiali, fatto sta che il calcio sta diventando uno sport seguito da moltissimi giovani (e non solo).

Se avete voglia di farvi una bella partita di calcetto e sfidare giocatori di altre nazionalità, beh, siete passati nel blog giusto. Qui di seguito troverete alcuni suggerimenti per poter trovare luoghi studiati per il "soccer" nella grande mela.
A New York vige la regola del pick up soccer: non necessariamente dovrete portare una squadra di amici, potrete presentarvi da soli e gettarvi nella mischia.

Uno dei campi più famosi (e gratuiti!) è l'Husdon River Pier 40 al 353 West Street. Non occorre una squadra nè un orario preciso in cui presentarsi. Bastano scarpette da calcio e tanta voglia di divertirsi, chiunque è ben accetto. Può quindi capitare che in un piccolo spazio di campo troviate un match 13 contro 13. Di fatto non c'è una vera partita, quindi non aspettatevi che qualcuno segni il risultato finale: l'importante è correre e divertirsi tutti assieme.

Per chi, invece, sente di avere una maggiore necessità di "organizzazione", una delle piattaforme attualmente più utilizzate (non solo per quanto riguarda il calcio, ma anche per pianificare qualsiasi altro tipo di attività all'aria aperta in compagnia) è MeetUp (http://pickupsoccer.meetup.com/cities/us/ny/new_york/).
Su questo sito potrete scegliere il luogo, l'orario ed il giorno preferito. Anche in questo caso la formula è il "pick up", quindi potrete anche presentarvi da soli. A differenza del Pier 40, qua è richiesta una pre-iscrizione ed è previsto un contributo (in media dai 7 ai 10 dollari, da pagare attraverso PayPal). E' previsto un numero minimo ed un numero massimo di partecipanti, questo per far sì che non vi siano campi stracolmi di persone (oppure completamente vuoti). Qualora non si arrivasse al numero minimo, l'utente viene rimborsato.
In generale, troverete un organizzatore che formerà due squadre (stavolta non ci sarà un'inferiorità numerica) e che vigilerà sull'andamento della partita, verificando che non vi siano scorrettezze e problematiche in campo.

In attesa che ricominci il campionato, vi auguriamo buon divertimento.

giovedì 17 luglio 2014

Un piccolo assaggio dell'intrattenimento estivo

Di seguito segnaliamo brevemente alcune simpatiche ed interessanti iniziative che verranno realizzate quest'estate a New York... con ingressi gratuiti!

Divertimento

Sabato 26 Luglio, ore 2:00 pm: Water fight NYC. Scatenatevi nel cuore di Central Park per una battaglia d'acqua tutti contro tutti. Unico divieto: niente palloncini, soltanto pistole ad acqua. Per il resto, anche le maschere sono consentite.

Domenica 24 Agosto: Brighton Beach street fair. Questo festival celebra il fascino delle diversità etniche, sociali e culturali che rendono New York un piccolo globo a sè stante: questo ed altro a Coney Island.

Arte

Sabato 26 Luglio - Domenica 27 Luglio: Poetry Festival. Presso la Governor's Island potrete assistere alla performance di ben 200 poeti che sfoggeranno i migliori versi per colpire l'esigente pubblico newyorchese. Saranno inoltre presenti chioschi, bookstores ed intrattenimenti per i più piccoli.

Cultura

Giovedì 7 Agosto - Domenica 10 Agosto: Festa di Sant'Antonio. Per i nostalgici della nostra fantastica penisola, questo è un appuntamento dove si celebra il mito italiano, dal cibo alle tradizioni, dalla religione alla cultura. Una statua alta 80 piedi percorrerà le strade dell'East Harlem.

Sabato 9 Agosto - Domenica 10 Agosto: Dragon Boat Festival. Da una traduzione ad un'altra. Il parco di Flushing Meadows si trasforma in una Hong Kong in miniatura, con musica liva, danze, arti marziali, arte e cucina naturalmente asiatica.

Domenica 31 Agosto: Brazilian Day. Festeggiamenti a base di musica, danze e cibo all'interno dei 25 blocchi di Little Brazil vicino alla W 46th Street.

Promettiamo che segnaleremo in modo più intenso le attività che si svolgeranno a New York. Questo è soltanto un assaggio delle centinaia di iniziative che invadono la city nei mesi più caldi dell'anno. A breve un quadro maggiormente completo.

Restaurant week - summer 2014

Articolo dedicato a tutti i buongustai che visiteranno la City durante questa torrida estate!

A partire da Lunedì 21 Luglio scatterà l'ora X per tutti gli appassionati della grande cucina: fino al 15 Agosto sarà infatti possibile pranzare e cenare in alcuni dei locali più costosi e lussuosi di Manhattan a prezzi incredibilmente bassi.
Si tratta ormai di un'iniziativa, la Restaurant Week, che va avanti da anni ma che nessuno si stanca mai di provare, ed a cui oggi aderiscono molti interessanti ristoranti presenti nella City (italiani, giapponesi, messicani, greci): dal Barbetta al Costata, dal 21 Club al Megu.

Sarà possibile pranzare a 25 $ e cenare a 38 $ (prezzo per persona, 3 portate, bevande e mance non incluse, sabati esclusi).
Sicuramente si tratta di un'ottima opportunità per provare ristoranti famosi per essere "fuori budget" oppure per provare nuove cucine senza dover rischiare di rimanere con l'amaro (economico) in bocca...

Attenzione però, data la moltitudine di forchette pronte ad afferrare il momento giusto per deliziare le proprie papille gustative, occorre prenotare con grande anticipo la propria serata. A tal proposito, ci sono due alternative: chiamare direttamente il ristorante oppure prenotare online. Indichiamo quindi il sito web ufficiale dove sarà possibile prenotare il proprio tavolo nel ristorante desiderato: www.opentable.com

Se siete degli Instagramers incalliti inoltre, scattate la vostra foto con il tag #NYCRestaurantWeek, potreste vincere 250 $ in gift cards.

Che altro aggiungere se non... buona ricerca e buon appetito!